Luigi Tansillo
Nato a Venosa nel 1510, il poeta Luigi Tansillo ebbe una vita movimentata. Al servizio di don Pedro di Toledo viceré di Napoli e poi con il figlio di questo don Garcia, combatté contro i Turchi e i pirati. Divenne capitano di giustizia a Napoli e Gaeta. Morì a Teana nel 1568. Torquato Tasso lo definì uno dei migliori poeti italiani del Cinquecento
Esordì giovanissimo con l'egloga pastorale, I due pellegrini. Nel 1532 scrive il poemetto licenzioso, con il quale fu messo all'indice dal Papa Paolo IV, Il vendemmiatore, in ottave, in cui descrive con libertà di linguaggio l'allegria chiassosa della vendemmia. Nel 1540 esce con le Stanze a Bernardino Martirano, in cui parla, in tono ariostesco, della sua dura vita di mare al seguito di don Garcìa e si lamenta della lontananza dalla donna amata. Il poemetto mitologico la Clorida è del 1547, in cui narra la graziosa villa di don Garcìa nell'emozionante Golfo di Napoli. I poemetti didascalici in terzine La balia del 1552 e Il podere (1560), che è considerato il suo capolavoro, in cui narra a un amico le norme per la scelta e la coltivazione di una villa. Nei Capitoli ci narra della sua amabile vita. L'opera più importante di Tansillo è il Canzoniere; nella quale descrive l'amore per una gentildonna, Maria d'Aragona d'Ávalos.

